Quella parte di Facebook che ha paura degli immigrati

Qualche giorno fa ho pubblicato un racconto: una semplice storia del viaggio dei migranti dell’Africa nera. Il post, pubblicizzato su Facebook a mie spese, per vedere un po’ come veniva percepito dalla gente ha avuto diversi apprezzamenti ma, soprattutto fra i commenti, si è scatenato l’odio più profondo – questo il post su Facebook  -. L’accusa principale mossa al post può suonare più o meno così: “pensiamo prima ai nostri poveri, gli altri per quanto mi riguarda sono solo dei parassiti, vengono a rubarci il lavoro, non hanno voglia di fare niente” e tante altre amenità del genere. Chi sono gli altri in questione? Gente che non ha una vita nelle terre dove vive (tipo il Sudan o l’Egitto, l’Eritra, la Nigeria, il Senegal e via discorrendo); chi ha paura di questi profughi? I nostri connazionali, viene quasi da pensare che questa paura, attinga le proprie radici ad una bassa autostima dei difensori della patria, oltre che alla paura reale di non farcela – anche quando i profughi che vengono da noi sono spesso costretti a vivere nell’ombra o sono retaggio di bande criminali -. Spesso si legge che i profughi sarebbero qui a spese nostre, che vivano in non so quali resort e che siamo noi a pagargli tutto. Inutile dire che, come nei casi precedenti, documentare notizie fondate che smentiscano queste illazioni è un gioco da ragazzi, eppure queste storie si espandono a macchia d’olio. Ad espanderle sono spesso siti web la cui violenza è spesso stata bannata anche da Facebook o di dubbia appartenenza. Internet e Facebook, poi, sono una cassa di risonanza molto forte che fa da valvola di sfogo per queste persone, ed è così che un semplice post venga preso d’assalto; un post che è poi solo un racconto di letteratura impegnata: grande detonatore da sempre la letteratura. I racconti scavano negli archetipi della gente.

Q: scrittura di una lettura

«Ieri ho domandato a un pargolo di cinque anni chi fosse Gesù. Sapete cosa ha risposto? Una statua»
(Bernhard Rothmann)

Q è arrivato tardi nella mia libreria. Era il 2013 – o il 2014 – gli eventi di quel periodo cominciavano a confondermi non poco. La storia con la mia compagna era durata sei anni, di cui due di convivenza, ma il nostro rapporto vacillava tremando sulle piccole cose. La storia era macchiata, di lì a poco l’avrei persa, lo stesso stava accadendo per il lavoro e, in un certo senso, anche il rapporto con il mio paese di nascita stava subendo una frattura. In questi momenti ci si può abbandonare alla disperazione o provare a reagire; cominciai ad inviare CV per un nuovo lavoro, mi misi alla ricerca di una sistemazione e mi riproposi però anche di ridare vita alle mie passioni, una su tutte: la scrittura.

Q mi sembrava un mattone, lo ammetto, ma cominciava a riecheggiare nelle mie orecchie, perché una sera di tanti anni prima, durante un corso di teatro in un paesino di provincia, un attore che recitava con me ne aveva letto un pezzo. Quel brano mi impressionò subito ma passò molto tempo prima che mi decidessi ad acquistarlo. L’inizio fu ostico, “l’occhio di Carafa”, chi? E poi quel nome strambo dell’antagonista: Q; cosa!? E poi il protagonista come diavolo si chiamava? In quelle prime battute, sembrava che l’intrigo del libro collimasse con quella mia situazione poco chiara. Nel romanzo però c’era anche una forza, mano a mano che leggevo dei protagonisti, il modo di narrare degli autori che intrecciava le storie raccontate con la storia del mondo, quel modo di parlare in prima persona, con empatia, senza quell’aria da intellettuali cinici e distaccati che un po’ ironizzano, un po’ polemizzano – con il piglio di chi sta sempre lì a sposarsi una posa -, ecco… quelle cose lì, cominciavano a coinvolgermi. Il processo di lettura di quel romanzo avvenne allo stesso modo di un’altra narrazione definitiva che avevo letto anni prima, il Pendolo di Focault, dove con Wikipedia a portata di mano approfondivo ora la figura di Jacque de Molay, ora quella della Cabala; allo stesso modo facevo con Melantone, Ottilie e, soprattutto, magister Thomas. Non so se fra il Pendolo di Eco e Q vi siano veramente delle analogie, mi piace però pensare che quel modo di leggere, quei collegamenti ipertestuali, in fondo, collimavano in entrambi i romanzi. Luther Blisset è un progetto che deve molto alla globalità e al web e allo stesso modo il libro di Eco sembrava un ipertesto che mi riportava a Mallarmé, con quel modo di tracciare collegamenti tra il tempo e lo spazio, dalle cattedrali alle spine del mondo, dalle vicende che si spostavano dal mondo dei templari, all’era post-bellica agli albori della civiltà digitale. Tornando a Q e a quei giorni disastrati, l’epica del romanzo – quella che più tardi Wu Ming 1, nella sua definizione del NIE, tracciava come New Italian Epic -, la facevo sempre più mia. Un tipo di lettura del genere rischierebbe di essere ridotta alla stregua di un self-help se la si fa troppo personale, per fortuna però, oltre ad un ritorno adolescenziale che mi faceva balenare l’idea di tatuarmi il grido “omnia sunt communia” o la promessa che avrei trovato un nuovo lavoro e che quella non poteva essere la mia Frankenhausen, non ho mai abbandonato la letterarietà di quel romanzo. Quando arrivò la fine della rivolta dei contadini, quando Q mise appunto il suo primo piano di sabotaggio, io un lavoro nuovo l’avevo trovato e anche il romanzo si faceva più chiaro: aveva un nuovo protagonista, un nuovo periodo storico, nuove vicende da narrare. Chi ha frequentato internet prima di Facebook, potrà ricordarsi che a un certo punto, su molti forum, cominciava a comparire un nickname nuovo, era una sorta di subcomandante Marcos del popolo virtuale era Gert dal Pozzo. Chi ha letto Q non può non aver amato Gert: un personaggio letterario rivoluzionario arrivato in un’epoca in cui la rivoluzione non sembrava più possibile. A dire il vero, quell’istanza idealista poteva sembrare assurda solo ad un occhio distratto. Q esce nel 1999 e, a Seattle, proprio nel dicembre di quell’anno nasce il movimento No-Global. Devo essere sincero, quando ho sentito parlare per la prima volta del popolo di Seattle ero uno studente universitario molto idealista e poco speranzoso verso la mia generazione, quando venni a conoscenza delle istanze che giovani come me stavano attuando dall’altra parte del mondo mi brillarono gli occhi. La rivoluzione giungeva dall’altro mondo e, Gert dal Pozzo, arrivava a Munster per combattere con i suoi abitanti ad un sogno di libertà, mi si conceda il termine “comunismo” e speranza. Il sogno diventerà un incubo, Munster verrà tradita, Q avrà creato il suo secondo sabotaggio, i cattolici e i luterani si riprenderanno la città. Tutto è finito anche perché  i liberatori si sono trasformati in tiranni e Gert è costretto a lasciare Munster. Gert finirà come un animale braccato nei boschi e nei confini di Munster, si arruolerà con Jan di Batenburg – un uomo che sembra l’incarnazione della violenza e del sangue che sgorga putrefatto dalla ferita di un incubosogno -. Scapperà dalla crudeltà il capitano Gert dal Pozzo e cambierà nome, identità, ma non smetterà mai né di battersi per un sogno. Durante il racconto diventerà Tiziano, Ludovico, Ismaele e tutti i suoi piani saranno sabotati da Q, la spia, con quel suo nome che ricorda il Qoelet biblico. Alla fine ci sarà la resa dei conti, girovagando per mezza europa, la battaglia epica – sia mia che dal protagonista avranno il suo finale, altre pagine ci saranno se sarà lieto o meno -. Il resto della storia, ovviamente, continua e si sdipana lungo i moti del tempo.

Bestiario della peggio specie maschile alla festa della donna (8 animali di fantasia, ma non troppo)

L’8 marzo visto dal porco da SUV. Quest’essere ha zero dubbi ed una certezza: le donne sono scrofe maiale. Loro non escono con lui perché grugniscono dietro a quelli in Ferrari e, poiché lui è porco da Suv, passerà l’8 marzo al night, ché lì le maiale sono meno scrofe di quelle tipo la moglie di lui secondo sempre il giudizio di lui

L’8 marzo del fringuellino rock and roll. Lui odia l’8 marzo ma si sogna un sacco di groupie. Lo fa da quando aveva 14 anni… da quando si vedeva la Fenech… da quando ha cominciato a smanettare: con la chitarra. Il fringuellino rock and roll, gira per locali e fa i concerti con i soldi di mamma e papà e indossa robe poco costose: Barbour, Hogan, pantaloni di soia geneticamente modificati. Il fringuellino rock and roll passerà l’8 marzo a fare un concerto (ma solo se è sabato), altrimenti smanetterà un po’, con la… chitarra, be’ sì, ovvio, con la chitarra.

L’8 marzo del camaleonte della mimosa. Questo piccolo animale regalerà una mimosa: alla figlioletta, alla consorte, alla sorella della consorte, alla nonna della sorella della consorte, alla sorella della nonna della consorte. Si direbbe che il camaleonte sia un transformer, elegante con tutte; privo di secondi fini, vi regalerà una mimosa pure a voi, anzi ve ne regalerà due se avete un seno abbondante; tre se gli fate vedere la lingerie, quattro…

L’8 marzo dell’allodola di Shakespeare. Ma quali mimose! Ci vogliono anafore per un foro, anacoluti per i culi, assonanze per le stanze del piacere e poi, doppio, quadruplo enjambement carpiato, parole argentine nel senso di argentate e ballerine nel senso di scarpe basse. Tranquille! L’allodoletta anche oggi tromberà domani!

L’8 marzo della Balena spiaggiata. Essendo un mammifero ha molte assonanze con il porco da Suv, vivendo però in contesti equorei, alla scrofa maiala a lui piace di più la tonnetta di strada. Specie se è straniera perché lui: “ao me mastic English e son one international type”. Festeggerà la donna scorrazzando fra la razza balcanica, la sardina di Cracovia, un panino con la porchetta e, se ci scappa, pure con il pesce impalatore del Brasile

L’8 marzo del Toro da monta. Il giovenco ha: due petti, otto bicipiti ed un paio di tricicli. La carnagione sempre abbronzata tipo coltivatore di cotone, ama le moto, odia i peli, durante le notti tormentate sogna spesso di ritrovarsi da solo in una biblioteca mentre viene inseguito da libri e dispense assassine. L’8 marzo farà uno strip in un locale dove vecchie tardone gli riempiranno le mutande di banconote. Mitico!

L’8 marzo del galletto spennacchiato. Il porco da Suv, l’eroe che ha cominciato la nostra storia e che poi a un certo punto abbiamo visto assai simile alla balena spiaggiata, prima della fine della serata, subirà un’ultima trasformazione; ecco a voi: ii galletto spennacchiato! Dopo aver offerto: 10 bottiglie di Crystal ed aver regalato Swarovski e brillanti, ritornerà a casa in mutande dal night, a protuberanza dritta, ne avrà guadagnato al massimo: quattro complimenti in croce, una consulenza psicologica e un domani sarò tua da tutte le scrofe maiale del night

L’8 marzo però mo è passato e, come ogni bestiario medievale, ci sta pure l’animale mitologico: il Cuccudrone, l’abitante (un po’ folletto e un po’ checcazzè) delle campagne ciociare. Questo è il peggio animale di tutti, perché si ricorda dell’otto marzo o il sette o il nove e gli altri giorni si ‘mbriaca di parole, sghignazzamenti o venefiche mimose attossicate. È solo un gioco però lui l’8 marzo lo passa a bestia che, come la Commedia dell’Arte, si fa animale che respira dietro ogni essere umano e, nel caso del maschio omega plus, si fa fiera della peggior specie

i 50 cattivi più sexy, belli e intelligenti della Letteratura mondiale (parte 2)

Nella prima parte di questo articolo ho presentato sia i motivi che mi hanno portato a tradurre questa collezione di cattivoni sexy, eleganti e pieni di charm, sia una prima serie di personaggi. Qui e, eventualmente in altre sezioni del post (ancora sinceramente non lo so se metterò tutti i cattivi che mancano in un singolo articolo o li spezzetterò in ulteriori parti), presenterò altri belli e terribili.

George Wickham, Orgoglio e pregiudizio

George Wickham, Orgoglio e pregiudizio

Elegante, bellissimo e anche molto attraente agli occhi appassionati di Lizzy Bennet, che tende a non tollerare i folli o le persone false. Ahimè, però, egli si rivelerà un bugiardo, un farabutto e la rovina delle donzelle.

Capitan Uncino, Peter e Wendy

Capitan Uncino, Peter e Wendy

Capitan Uncino può essere “cadaverico e al tempo stesso di carnagione scura” ma anche (come ci dice Barrie nel racconto “Capitan Uncino a Eton”), “in una parola, il più bel uomo che abbia mai visto, sebbene, al tempo stesso, sebbene lievemente disgustoso”, insomma un miscuglio, una confusione, altamente sexy.

Becky Sharp, Vanity Fair

Becky Sharp, Vanity Fair

Una bella anti-eroina (che parla fluentemente sia l’inglese che il fancese), che, con una inimmaginabile eleganza, si intrattiene in tutti i salotti più chic – una romantica voce quando canta, un’abile polistrumentista -. Becky è anche una menzognera, però, oltre che una truffaldina, ladra e manipolatrice che fa di tutto per raggiungere il massimo grado della scala sociale.
Lady Jane, dice di lei che sia una “strega di donna – una madre senza cuore, una falsa moglie… la sua anima è nera e piena di vanità, prolissa e colma di ogni tipo di crimine. Io tremo quando la tocco. Io porto lontano dalla sua vista i miei bambini.”

Henry Crawford, Mansfield Park

Henry Crawford, Mansfield Park

Tanto bello, affascinate ed elegante che anche le sorelle se lo contendono, purtroppo si rivelerà essere un demoniaco dissoluto! Il più provocante degli uomini di tutti i racconti della Austen.

Helene Grayle, in Addio mia amata di Raymond Chandler

Helene Grayle, in Addio mia amata di Raymond Chandler

Helene Grayle di Chandler è un cazzotto in faccia: un’imbrogliona, un’assassina.

Alex DeLarge, il protagonista di Arancia Meccanica scritto da Anthony Burgess

Alex DeLarge, il protagonista di Arancia Meccanica scritto da Anthony Burgess

Alex è certamente un disadattato – ma c’è un qualche tipo di bizzarra sensualità in questo ragazzo che beve latte e ascolta principalmente “Ludwig Van.” E questo è essenzialmente un Nadsat alla moda.

Tom Buchanan, il Grande Gatsby. Francis Scott Fitzgerald

Tom Buchanan, il Grande Gatsby. Francis Scott Fitzgerald

La cattiva del Grande Gatsby è sicuramente la società ma, al suo fianco, c’è un altro pessimo personaggio: Tom è il sogno segreto di moltissime donne: un ex giocatore di football, famoso e supermilionario, dalla voce rauca.

La Marchesa di Merteuil. Le Relazioni pericolose

La Marchesa di Merteuil. Le Relazioni pericolose

Bella, crudele e facile ad annoiarsi, insomma: una pessima combinazione. In questo classico della letteratura epistolare, la Marchesa e il suo ex-amante il Visconte de Valmont, manipolano, seducono e raggirano tutto il mondo intorno a loro con una gran baraonda. Alla fine del romanzo la Marchesa viene punita con una deformità, chissà forse era proprio questa la sua peggior paura.

Tom Ripley, il talento di Mr. Ripley di Patricia Highsmith

Tom Ripley, il talento di Mr. Ripley di Patricia Highsmith

Cosa accade quando sei intelligente, bello e “annoiato, dannazione, dannatamente annoiato, annoiato, annoiato, annoiato”? Bene, tu cerchi ogni occasione per portare il tuo talento artistico al livello successivo. Quello di Ripley è un destino curioso: egli è il protagonista ma è completamente amorale, un cattivo nel senso assoluto, tranne per il fatto che tu ti sentirai legato a lui. Uno charm portato ai massimi livelli.

Achren, le Cronache di Prydain di Lloyd Alexander

Achren, le Cronache di Prydain di Lloyd Alexander

Achren è una strega-regina famosa per essere: “bella, ma anche veramente mortale”. Lei appare molto più giovane rispetto alla sua avanzata età.

Irene Adler, dall'opera completa delle Avventure di Sherlock Holmes di sir Arthur Conan Doyle

Irene Adler, dall’opera completa delle Avventure di Sherlock Holmes di sir Arthur Conan Doyle

Una delle sole persone che ha sempre superato Sherlock Holmes, e (se credi ai racconti di Sherlock) la sola donna che lo abbia mai incontrato. In un moderno adattamento, Adler è spesso ritratta come colma di un amorevole interesse nei confronti di Sherlock, ma nella versione originale del libro, lei molte volte si contrappone a lui – sensualissima.

Humbert Humbert, Lolita di Nabokov

Humbert Humbert, Lolita di Nabokov

Loita è un libro dove i cattivi non mancano di certo. Humbert Humbert, Quirly e, in un certo senso, Lolita stessa. Sebbene Quirly sia più nera che bianca fra i personaggi del romanzo, Humbert è sicuramente il più insidioso, forse perché si sviluppa un po’ di sentimento a leggerne le vicende, ma anche perché è bello, colto, un uomo eloquente, con un solo piccolissimo, irresistibile, difeto…

(continua)

i 50 cattivi più sexy, belli e intelligenti della Letteratura mondiale (parte 1)

Flaworwire è un sito che condivide – secondo la loro descrizione sulla pagina Facebook – notizie culturali, relazioni originali, critiche e foto di gattini perché, a detta loro, Internet  è anche questo, dopo tutto. Ho trovato molti focus estremamente interessanti e ho deciso di rispolverare il mio inglese traducendo questo articolo segnalato dall’account Facebook della Scuola Holden. L’ho fatto un po’ per gioco, un po’ per fare pratica, un po’ per ingannare il tempo di una domenica uggiosa, un po’ per tante cose e un po’ perché non credo di averlo ancora trovato tradotto in italiano da nessuna parte. L’articolo parla dei 50 personaggi più cattivi della letteratura mondiale di tutti i tempi. Non sono però cattivi comuni, sono belli, sexy, pieni di charme, terribilmente intelligenti. Insomma, come ogni buon personaggio letterario che si rispetti, rappresentano l’archetipo dell’affascinante cattiveria.

Patrick Bateman - American Psycho

Patrick Bateman, in American Psycho di Bret Easton Ellis

Patrick Bateman, in American Psycho di Bret Easton Ellis, è uno yuppie che vive e lavora a Wall Street: è ricco sfondato, ha una fidanzata attraente e superficiale, frequenta un circolo di amici come lui. Insomma, il ritratto della persona a cui non manca nulla, amante degli aspetti materiali della vita e della buona musica anni 80. La notte, però, questo ragazzo pieno di successo e dedito ai vizi e agli eccessi si trasforma in un mostro omicida, un torturatore freddo, metodico e spietato.

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Draco Malfoy il cattivo ragazzo della saga di Harry Potter

Leggendo le descrizioni dei personaggi della saga di Harry Potter il cattivo più affascinante del libro potrebbe essere rappresentato, attualmente, da Tom Riddle, il giovane Lord Voldemort, ma gli amanti dei romanzi della Rowling non hanno dubbi, per loro, il più cattivo resta Draco Malfoy. Egli è descritto nei libri come un ragazzo alto e slanciato, pallido, biondo e con gli occhi grigi. J. K. Rowling descrive il suo personaggio, nel settimo libro della saga, come una persona di dubbia moralità, il quale ha tutto il fascino dell’antieroe.

Foto della regina bianca

Jadis, la regina bianca delle Cronache di Narnia

La principale antagonista nell’episodio delle Cronache di Narnia: il Leone, la Stega e l’armadio è anche una mirabile visione di bellezza: una dea vestita in pelliccia (figlia di un demone e di un orribile gigante), che sembra “dieci volte più viva lei che la maggior parte dei londinesi” con una faccia “bianca come la neve o come un foglio o come lo zucchero a velo, tranne per quelle labbra, estremamente rosse. La sua, era la faccia più bella del mondo, ma anche orgogliosa e fredda e rigida e severa”. Lei può anche uccidere e ha molti poteri magici. Lei è sicuramente malvagia ma anche dannatamente sexy.

Immagine di Mrs Coulter, La bussola d'oro

Mrs Coulter, La bussola d’oro

Marisa Coulter ci viene presentata come la principale antagonista nel primo racconto del romanzo La bussola d’oro, in questo episodio lei fa cose davvero terribili. Marisa, però, è anche “bella e giovane”, con “lisci capelli neri a incorniciare le sue guance” e viene sempre accompagnata dal suo demone, un perfido scimmiotto dorato rimasto senza nome.

Dracula

Dracula, il protagonista dell’omonimo romanzo di Bram Stoker

A dire il vero, il Dracula originale, quello di Bram Stoker, non era minimamente descritto come bello – era infatti pallido, “sembrava un uomo crudele”, con un naso uncinato, orecchie appuntite, denti aguzzi e lunghi baffi bianchi. Non propriamente una personcina affascinante, dunque. Essendo però il vampirismo così strettamente legato alla sessualità, il Conte è diventato un simbolo culturale identificato da un grande (e pericoloso) sex appeal e si è affermato nelle nostre coscienze come molto bello e molto affascinante.

Carmilla

Carmilla, la vampiressa dell’omonimo romanzo di Sheridan Le Fanu

Nel mondo dei vampiri, c’è un personaggio tutt’ora originale e ancora attuale per la sua penetrante bellezza, e che ha dato il via ad una legione di storie di vampire lesbiche: Carmilla (che ha addirittura anticipato le storie del Conte Dracula) è un romanzo del 1871 scritto da Sheridan Le Fanu. “A volte dopo un’ora di apatia, la mia strana e bella compagna, aveva voglia di prendermi la mano e trattenerla a sé con una appassionata stretta, che si prolungava nel tempo e nel tempo; arrossendo delicatamente, fissava il mio volto con languidi e infocati occhi, respirando così velocemente che il suo vestito di rose cadeva via nel tumulto di quei battiti. Sembrava l’ardore di un’amante; mi imbarazzava; era odioso ma mi dominava; e con occhi fieri lei mi attirava a sé e le sue calde labbra viaggiavano come baci sulle mie guance; era come se lei volesse bisbigliarmi, quasi singhiozzando: – Tu sei mia, tu sarai mia, e tu ed io siamo un unico essere per sempre! –

un'immagine di: Cersei Barathlean, le Cronache del ghiaccio e del fuoco

Cersei Barathlean, le Cronache del ghiaccio e del fuoco

Colei che possiede il fascino dorato dei Lannister, il dolce charm dei Lannister, quel viscido (o quanto puramente egoista) cuore dei Lannister.

La Regina di Biancaneve

La Regina di Biancaneve

Solo la seconda donna più bella del reame e assolutamente pazza per la bellezza della prima.

Edmondo, Re Lear

Edmondo, Re Lear

Uno dei personaggi più cattivi di sempre e il più grande dongiovanni fra tutte i caratteri mai creati da Shakespeare. Sebbene Shakespeare non fece poi molto per descrivere le caratteristiche di questo personaggio, Edmondo sedusse però sia Goneril che Regan – due sorelle! -, questo basta a valergli la fama di un affascinante cattivo della letteratura.

Cathy Ames, la Valle dell'Eden

Cathy Ames, la Valle dell’Eden

Certamente bellissima: “una pelle delicata come quella dei fiori, i capelli d’oro, modesta, e anche quegli che occhi ammiccanti, la piccola bocca piena di dolcezza, catturava l’attenzione e l’attraeva”. Insomma un fior di dolcezza ma anche una manipolatrice, una creatura terrificante che diverte e distrugge le persone usando la sua sensualità, fino a vederli bruciare. A volte, proprio letteralmente. Steinbeck, in una lettera ad un suo amico la descrisse anche così: “la rappresentazione totale di Santa”. Eccola qui.

Hannibal Lecter, Red Dragon

Hannibal Lecter, Red Dragon

Sì, sì, Hannibal è un orrendo, psicotico, cannibale. Hannibal, però, è anche intelligente ed erudita con un sorriso diabolicamente sexy. Uccide le persone con le sue cattive maniere? Forse è ciò che abbiamo sempre cercato di fare anche noi da sempre.

Il Lupo. Cappuccetto rosso

Il Lupo. Cappuccetto rosso

Chi può essere sexy quanto il grande, vecchio, cattivo lupo? Tutto peli e virilità e simbolo del pericolo? Un seduttore che attira succulenti giovane fanciulle nel bosco e gli salta addosso per strappargli vestiti e carni? No, non credo vi sia un animale più sexy del lupo.

Crudelia Demon. La carica dei cento e uno

Crudelia Demon. La carica dei cento e uno.

La Crudelia Demon narrata dal racconto di Dodie Smith non è convenzionalmente una affascinante cattiva come i precedenti personaggi che ho presentato – lei è descritta come “una donna alta, con un vestito attillato di raso color smeraldo, diverse collane di rubini, e un mantello assolutamente bianco di visone. Lei è scura di pelle, occhi scuri con una sfumatura di rosso all’interno e un naso veramente appuntito. Ma trova la sua sensualità in un fascino altamente bizzarro.

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